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Carcere di Sollicciano: la priorità è la nuova costruzione?

Bundu e Palagi (SPC): "Il dramma di chi vive e lavora in carcere è quotidiano e urgente". Perplessità anche da Massimo Lensi dell'Associazione Progetto Firenze

Al termine della visita al carcere di Sollicciano svoltasi a Ferragosto, arriva la proposta del Sindaco Dario Nardella di demolire e ricostruire un nuovo istituto penitenziario a Firenze.

Il Capo del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria Francesco Basentini, non lascia passare sulle parole del Sindaco di Firenze sulla Casa circondariale "Mi fa piacere che al sindaco di Firenze stia a cuore il carcere della sua citta'. Mi piacerebbe tuttavia- ammonisce Basentini- che l'attenzione per i 'tanti agenti della Polizia penitenziaria che lavorano in condizioni disumane e anche tanti detenuti che vivono come bestie' fosse massima e costante sempre. E non secondo l'appartenenza politica del titolare del ministero della Giustizia". Sollicciano, non fatica a riconoscerlo Basentini, "e' indubbiamente una struttura nata male: lo ha riconosciuto il ministro Bonafede per primo in occasione della visita a sorpresa che fece in istituto nel dicembre scorso. È un carcere particolarmente difficile da mantenere, a causa soprattutto di problemi nella sua concezione", ma il Dap sta intervenendo "grazie ai fondi messi a disposizione da questo Governo". A giugno dello scorso anno si e' sbloccato l'appalto per i lavori di manutenzione straordinaria delle coperture e delle facciate dei reparti detentivi, per la revisione delle sottocentrali termiche e per la realizzazione delle dorsali degli impianti idrico-sanitari: un investimento importante, di circa due milioni e mezzo di euro. E proprio nei giorni scorsi il Consiglio di Stato ha respinto l'ultimo ricorso contro l'assegnazione dell'appalto "e quindi dopo l'estate si partira' con la realizzazione di questo intervento che punta a consolidare le coperture e la loro coibentazione, migliorando la ventilazione all'interno della struttura", promette Basentini. Un altro intervento e' stato sbloccato grazie ai fondi dell'ex Piano-carceri: circa un milione di euro per la realizzazione di un capannone da mille metri quadrati che servira' ad ospitare le lavorazioni dei detenuti. Infine, grazie a un finanziamento di Cassa delle Ammende per la Mof (il servizio di Manutenzione ordinaria fabbricati) del carcere fiorentino, sono stati installati i piatti-doccia nelle celle di alcune sezioni. "Se ne stanno occupando gli stessi detenuti lavoranti e presto saranno installati nelle sezioni rimanenti", informa Basentini. Che, da ultimo, ricorda che Cassa delle Ammende "finanziera', tra le varie iniziative, anche progettualita' finalizzate alla realizzazione di attivita' formative e lavorative nel settore della dematerializzazione e della digitalizzazione dei documenti d'archivio. Il Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria ha gia' individuato un primo elenco di istituti, presso i quali gia' sussistono idonei locali che potranno essere adibiti a laboratori di digitalizzazione dei documenti d'archivio e a depositi per la gestione logistica dei materiali e delle attrezzature necessarie. Questo permettera' di aumentare le opportunita' di lavoro per la popolazione detenuta negli istituti dove sara' avviato il progetto. Fra cui, proprio Sollicciano".

"Abbiamo partecipato alla delegazione in visita a Sollicciano organizzata da Progetto Firenze, all'interno della campagna nazionale Ferragosto in carcere', organizzata da Partito Radicale e Unione delle Camere Penali. Per molte ore abbiamo visitato i diversi reparti, parlando con molte persone detenute e con il personale in servizio della polizia penitenziaria -intervengono la capogruppo di Sinistra Progetto Comune Antonella Bundu e il consigliere Dmitrij Palagi- Siamo davvero grati a chi ci ha dato la possibilità di passare questa giornata. Abbiamo raccolto storie e dolore, verificato le condizioni disumane in cui versa la prigione, contravvenendo numerose leggi, a partire dai principi costituzionali e dal senso stesso delle pene. Il sovraffollamento è dovuto a leggi sbagliate e a una società dove i problemi non vengono affrontati ma nascosti, in cui piccoli reati e disagi si ritrovano a essere repressi anziché risolti. Per anni la politica ha alimentato un clima sbagliato, in cui i pregiudizi hanno ulteriormente nascosto le realtà carcerarie. Il Comune deve essere protagonista di un cambio sostanziale delle modalità con cui si affrontano queste tematiche, costruendo un tessuto di inclusione e reinserimento, insistendo in ogni modo sulla prevenzione nel territorio e favorendo la nascita di percorsi alternativi al carcere. Ci siamo stupiti - all'uscita da Sollicciano - di apprendere dichiarazioni sovrapponibili del Sindaco Dario Nardella e del portavoce del centrodestra Ubaldo Bocci sulla proposta di una completa ricostruzione del carcere. Non è una risposta adeguata al dramma presente. I tempi e i costi di un'operazione simile parlano di un processo lungo, su cui confrontarsi in tranquillità, ma che non può cancellare quello che abbiamo visto nelle numerose ore di visita. Ci spiace che la delegazione del Sindaco non sia riuscita a unirsi a quella di Progetto Firenze, neppure per poca strada. Sarebbe stata un'occasione importante. Nel corso della consiliatura non mancheremo di dare il nostro contributo sulla tematica. Ci chiediamo inoltre perché un'iniziativa dell'Amministrazione si sia aperta a un solo membro del Consiglio: nella delegazioni del Sindaco mancavano esponenti del Partito Democratico, della Lista Nardella e delle altre opposizioni. Forse era stato mandato un invito, che non abbiamo ricevuto perché da tempo avevamo annunciato che saremmo stati a Sollicciano aderendo alla campagna radicale? Affronteremo comunque i prossimi mesi e anni senza pregiudizi, per dare il nostro contributo a un nodo problematico importante come quello delle carceri fiorentine".

“Prendendo in considerazione le esperienze del passato, la proposta del Sindaco Nardella rischia di essere annoverata come la classica uscita agostana, affascinante ma priva di concretezza -dichiara il il presidente dell’associazione Progetto Firenze, Massimo Lensi- Vogliamo però prendere la parte positiva della sua proposta e iniziare a darle gambe per fare un passo in avanti nella giusta direzione. Sollicciano si trova in uno stato degrado più che preoccupante. Visitiamo quel carcere ormai da quindici anni senza aver mai notato significativi cambiamenti in positivo. Demolirlo, anche con interventi a frequenza scaglionata, significa, però, aprire una prospettiva di almeno quindici anni, senza aver compreso che la realtà dei problemi riguarda principalmente l’oggi, chi ci lavora e i 700 e passa ristretti che là scontano la pena in condizioni terribili. Persone, queste ultime, che non hanno la possibilità di sperare in un futuro diverso lontano dalla scuola del crimine. Il carcere è un insieme sociale, economico e pedagogico i cui problemi non sono riconducibili solo allo stato di degrado strutturale. Per affrontare l’emergenza Sollicciano servono innanzitutto interventi concreti per potenziare subito la parte che riguarda la elaborazione dei percorsi rieducativi. Vanno perciò incentivate le misure per l’esecuzione penale esterna e va presa in considerazione, specialmente da parte di un Comune, la possibilità di offrire percorsi di inserimento al lavoro e un posto dove dormire nei primi mesi fuori dal carcere, anche lavorando in collaborazione con le tante comunità presenti nel nostro territorio. Occorre, a tal fine, una reale volontà politica per dare un significato positivo al lavoro dei soggetti coinvolti da questo volano sociale: dai detenuti alle associazioni del volontariato e alla direzione del carcere fino al mondo dell’impresa. Prima di demolire il carcere, va costruito un ponte tra l’istituzione totale e la città, considerando, come modello di lavoro la coesione tra tutti i soggetti. E’ una sfida difficile che si può vincere solo percorrendo la strada tutti insieme. Vogliamo perciò di nuovo ringraziare il Sindaco Nardella per la sua visita ferragostana, che ha indubbiamente contribuito a riportare attenzione ai problemi del carcere fiorentino. Non ci siamo incontrati durante la visita all’interno dell’istituto, ma questo non significa, almeno da parte nostra, l’assenza di una disponibilità al confronto politico con lui su questa e su altre proposte che potrebbero coinvolgere il Comune di Firenze nel difficile rapporto tra carcere e città.”


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