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Concorso infermieri di Estar: le prove al via dopo l'estate

Concorsone infermieri in Regione Toscana: 12.666 domande per 2 soli posti. 9.500 candidati alla preselettiva. L’Ordine degli Infermieri chiede l’annullamento della prova e l’ammissione di tutti i partecipanti. Dopo le polemiche sul concorso per gli amministrativi, scoppia quello per gli infermieri. Il consigliere regionale Paolo Marcheschi presenta una mozione urgente per fare luce sulla vicenda e ripristinare la trasparenza del procedimento. Gli infermieri del Nursind preoccupati per la carenza di organico

FIRENZE - Procede l'iter del grande concorso per infermieri indetto dall'Ente di supporto tecnico amministrativo regionale. Il concorso, che ha visto la presentazione di 12.669 domande, è il più grande concorso per infermieri a livello nazionale. La preselezione, che si è tenuta dal 22 al 26 luglio scorsi ad Arezzo, consentirà di accedere alle prove concorsuali, scritta e pratica, che si svolgeranno dopo l'estate; chi supererà queste ultime prove, dovrà infine superare quella orale, per entrare nella graduatoria da cui tutte le Aziende toscane assumeranno gli infermieri nel triennio 2020-2022. Dopo l'impegnativa fase delle preselezioni tenutesi a fine luglio, resa ancora più complessa da alcuni imprevedibili errori da parte dell'impresa specializzata in selezione del personale utilizzata, come previsto dal dpr 487/1994, per la preparazione dei test preselettivi - fanno sapere dalla direzione di Estar -, si procederà con l'ammissione dei candidati alle prove concorsuali vere e proprie, che si svolgeranno come programmato dopo l'estate, in modo da avere la nuova graduatoria all'inizio del 2020. Infatti, essendo stati segnalati degli errori nella formulazione di alcune delle 600 domande, e relative risposte, predisposte per lo svolgimento della preselezione e distribuite per estrazione tra i partecipanti, queste (che fino al momento del loro uso per le preselezioni erano state ovviamente secretate per evitare qualsiasi rischio di fughe di notizie) sono state sottoposte all'analisi di un gruppo di esperti infermieri di tutte le Aziende Sanitarie toscane, che hanno effettivamente riscontrato alcuni problemi nell'interpretazione di un 3 per cento circa delle domande. Poiché obiettivo di tutto il percorso - spiegano ancora da Estar - è sempre stato, oltre alla trasparenza, anche la volontà di non creare discriminazioni nelle possibilità di partecipazione, pur nelle difficoltà ovunque riscontrate nella gestione di un concorso con oltre 12.000 partecipanti, è stato deciso di far comunque partecipare in soprannumero rispetto ai 7.000 inizialmente preventivati tutti i candidati che avrebbero potuto entrare nei primi 7.000 rispondendo correttamente ad una o più delle domande mal formulate. Questo in pratica significa che il numero degli ammessi alle prove concorsuali sale a circa 7.800 professionisti, senza nessun riflesso negativo sul percorso successivo e senza penalizzare, nemmeno potenzialmente, nessuno, che si sia casualmente imbattuto o meno in una delle domande mal formulate. Tali errori che, anche se non comporteranno disguidi o ritardi nel percorso complessivo del concorso, hanno comunque comportato un disagio per i partecipanti, che altrimenti avrebbero già potuto conoscere ai primi di agosto i risultati, sono ovviamente in corso di contestazione, formale ed amministrativa, da parte di Estar alla medesima impresa. Nel contempo sono in corso gli atti di ammissione dei candidati al concorso e di nomina della commissione.

“Secondo i dati recentemente pubblicati, ad oggi in Toscana, mancherebbero 2.100 unità tra infermieri ed OSS (770 infermieri – 1340 OSS) – lo dichiara il consigliere regionale Paolo Marcheschi (Fratelli d’Italia ) - Careggi, ad esempio, è sotto organico di 200 infermieri e 300 OSS, mentre nell’azienda ospedaliera di Pisa mancherebbero 90 infermieri e 300 OSS. Il rapporto tra infermiere e paziente, in generale, è comunque di 1 a 14. L’assunzione di nuovo personale nei nostro ospedali è una questione urgente e prioritaria. Siamo ormai al collasso e la fase di reclutamento è fondamentale. Si è aperta una stagione concorsuale importante per la nostra regione, migliaia di candidati e partecipanti; se ESTAR non è in grado di affrontarla, l’assessore SACCARDI ne prenda atto e scelga persone competenti in grado di farlo. Ma non può fare finta di nulla. Assordante il suo silenzio in questo mese di polemiche. ESTAR che era stato pensato come l’ente per semplificare le procedure di reclutamento con processi unificati – continua Marcheschi- evidentemente non è in grado di assolvere a questa funzione. Troppe imprecisioni, poca trasparenza, anche sulle regole, e adesso anche errori. Nel caso di questo concorso, non è solo un politico a chiedere trasparenza, ma anche l’Ordine degli infermieri, che subissato di domande e richieste di ricorso, ha scritto ufficialmente ad ESTAR di annullare la preselettiva di luglio ed ammettere tutti coloro che vi hanno partecipato al concorso. In genere i risultati delle preselettive vengono pubblicate tempestivamente perché vengono utilizzati dei lettori ottici. Gli evidenti errori nelle griglie di correzione ha indotto ESTAR a rimandare la pubblicazione dei risultati della preselettiva, ma nonostante avesse comunicato come data ultima di pubblicazione il 9 agosto, ad oggi ancora nulla. Presenterò una mozione – conclude Marcheschi- per impegnare la Giunta regionale ed in particolare lì assessore Saccardi a fare luce sulla vicenda e ripristinare la trasparenza del procedimento facendo seguito alla richiesta dell’ordine degli infermieri”.

Asl Toscana Sud Est: stop a 110 contratti interinali

“Dal 1° settembre l’erogazione delle prestazioni sanitarie potrebbe essere a rischio a causa della decisione unilaterale dell’Azienda Sanitaria Toscana Sud Est di tagliare il personale interinale in servizio, in un periodo ancora segnato dalle ferie estive: parliamo di circa 110 professionisti che stanno coprendo le assenze programmate del personale di ruolo e il turn over di coloro che hanno cessato il servizio e non sono ancora stati reintegrati in organico”. C’è forte preoccupazione nel sindacato autonomo degli infermieri Nursind, per i rumors alimentati da alcune recenti dichiarazioni. “Ci risiamo: stiamo assistendo all’ennesimo tentativo di fare cassa sulla pelle dei lavoratori e in particolare di infermieri e operatori sociosanitari”, dichiarano i segretari Nursind delle tre provincie coinvolte Claudio Cullurà (Arezzo), Danilo Malatesta (Siena), Valentina Galesi (Grosseto). “Siamo sbigottiti di fronte a questa mossa dell’Azienda. Tanto più che – ricordano i segretari provinciali – solo lo scorso marzo avevamo segnalato la carenza di organico pari a 230 operatori. Senza contare il fatto che un terzo del personale in servizio non è operativo al 100%, l’età media degli infermieri è di 52 anni e il 30% soffre di problematiche fisiche con conseguenti limitazioni”. “Stime elaborate a partire da dati forniti dalla stessa Azienda sanitaria – sottolinea il Nursind - . Cosa è cambiato da allora? Se le intenzioni fossero confermate saremmo di fronte a un attentato da parte dell’Azienda verso la sua risorsa principale, i dipendenti, ma anche verso i pazienti, costretti a pagare scelte aziendali incomprensibili”. “Ricordiamo infatti che secondo lo studio nazionale RN4CAST pubblicato su The Lancet– proseguono i rappresentanti sindacali - ogni volta che il rapporto pazienti-infermiere è inferiore o uguale a 6:1 la mortalità diminuisce del 20% nelle medicine e del 17% nelle chirurgie. Inoltre, la riduzione della mortalità è pari al 30% quando almeno il 60% del personale assistenziale possiede una formazione specifica infermieristica. Gli studi dimostrano che l’aumento di questo rapporto, passando da un infermiere ogni sette pazienti, accresce del 6% la mortalità e del 23% le cure mancate”. “Nonostante questo, nei territori di Arezzo, Siena e Grosseto si va nella direzione di tagliare il numero degli infermieri. Come Nursind lanciamo un monito all’Asl Toscana Sud Est: non prendetevi gioco dei lavoratori della sanità. Siamo pronti a chiedere la mobilitazione generale di tutti gli operatori, riaprendo se necessario lo stato di agitazione”, concludono Cullurà, Malatesta e Galesi.


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