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L’essenza del calcio resiste ancora

Immagine concessa
da violachannel.tv

Compito dell’allenatore è amalgamare bene ciò di cui dispone. Per riuscirci deve abbracciare un’idea, ma non idealizzarla

Avere calciatori bravi non significa che i risultati ne corrispondano automaticamente. Il ruolo dell’allenatore è allora di insegnare ai giocatori. Osservanza, empatia e ascolto sono le caratteristiche che danno forma all’idea. L’idea unisce il gruppo, che poi deve diventare un'entità unica. Causa ed effetto. Teoria e sperimentazione. Perciò abbiamo bisogno di un filo conduttore, perché colleghi le diverse figure della formazione. Al resto provvederanno le singolarità.

Questa -se volete, in sintesi- è l'idea affermata abitualmente da Pep Guardiola con il suo ManCity. Sistema semplice, ma poi abbellito. “Il calcio appartiene a voi. Non a me. Appartiene a voi”. Ecco la chiusura di uno dei tanti discorsi motivazionali che lo spagnolo ha fatto ai suoi.

L’allenatore deve manifestarsi come uno di quei maestri che lasciava divertire dieci alunni nel cortile del college. Ciò accadeva durante la seconda metà dell’ ‘800. Quando nasceva la Football Association. La tattica funziona perché in questo modo i calciatori si esprimono al meglio. “I destroyed football”? No, gli ha solo rinfrescato la memoria.

Manuel Cordero
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