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"L'urbanistica nel centro di Firenze? Un'Odissea che durerà 3 anni"

Ristrutturazioni, l'allarme-paralisi lanciato da avvocati e professionisti del settore riuniti oggi alla Palazzina Reale. E dire che la città è seconda solo a Milano per la capacità di attrarre investimenti

(DIRE) Firenze, 12 giu. - Più che urbanistica, un'Odissea. Dai lavori sul secondo bagno alle maxi operazioni edilizie, nel centro di Firenze fino alla fascia ottocentesca le ristrutturazioni sono bloccate o rinviate a data da definire. E lo stallo, ipotizzano avvocati e professionisti del settore, potrebbe durare "fino a tre anni". E' quanto emerso dalla riunione organizzata alla palazzina Reale di Firenze, casa dell'ordine degli architetti, per affrontare gli effetti dell'ordinanza del Consiglio di Stato, che, a fine maggio, ha sospeso la variante al regolamento urbanistico prodotta dal Comune nel 2018 per arginare le limitazioni imposte dalla Cassazione nel 2017 sul restauro edilizio. "La situazione è veramente preoccupante. L'udienza del Tar" a cui ha rinviato il Consiglio di Stato su input di Italia Nostra (che ha impugnato la variante di Palazzo Vecchio), "è fissata il prossimo 9 ottobre. Tuttavia si possono già ipotizzare ricorsi in secondo grado delle parti in causa e i tempi non saranno brevi. Per questo i professionisti, il mondo delle imprese e di riflesso i cittadini devono preoccuparsi e molto: avremo, infatti, una sostanziale paralisi dell'attività edilizia". Lo spiega ai giornalisti Duilio Senesi, rappresentante della Consulta interprofessionale, che con Ance e Confindustria Firenze daranno vita ad un intervento ad opponendum nel giudizio.

I tempi del possibile stop li dettaglia poco dopo l'avvocato a cui si è affidata la consulta, Enrico Amante: "Dopo l'udienza e la sentenza di primo grado" del Tar "il procedimento potrebbe trascinarsi in appello". A quel punto, aggiunge l'avvocato di Ance, Duccio Traina, il Consiglio di Stato potrebbe "concedere la sospensiva in un paio di mesi, per andare a discutere della questione circa due anni dopo". In pratica, sentenzia Amante, "si farebbe prima a rifare il nuovo strumento urbanistico". Il punto, prosegue Senesi, è che Firenze è al centro di "una tempesta perfetta". Traina la spiega raffigurando il comparto urbanistico stretto in una tenaglia: "Da una parte le ristrutturazioni non si possono fare perché il Consiglio di Stato ha sospeso tutto, dall'altra il restauro e il risanamento conservativo così definiti dai limiti della Cassazione non consentono di fare nulla: non si può cambiare la destinazione d'uso e, addirittura, nei centri storici neppure le modifiche d'uso nella stessa categoria". Inoltre "i frazionamenti, le modifiche distributive interne allo stesso fabbricato, per esempio spostare una cucina, secondo la Cassazione comportano un intervento di ristrutturazione, non di restauro". Ma così, dentro questa morsa, "scatta la paralisi". Paralisi, gli fa eco Senesi, "che riguarda tutti, anche i grandi interventi pubblici, penso alla Manifattura Tabacchi o alle caserme. In pratica nella zona A si congela tutto. E, attenzione, il blocco non riguarda solo il centro Unesco, ma la fascia ottocentesca e i centri storici minori".

Sul fronte della proposta, come consulta "abbiamo sempre ribadito la necessità di una classificazione puntuale del patrimonio edilizio. Perché con un arcobaleno di tipologie, è possibile disciplinare in maniera più adeguata i limiti degli interventi. E' questa la richiesta che rinnoveremo al Comune" già domani, visto che per mezzogiorno e' fissato l'incontro a porte chiuse con l'assessore all'Urbanistica Cecilia Del Re che, fresca di nomina, si trova ad affrontare la patata bollente.

Forte preoccupazione la esprime anche Ance. Timori non solo per decine e decine di scia bloccate (la segnalazione certificata di inizio attività edilizia), "ma anche per l'effetto negativo che questa vicenda ha sui potenziali investitori. Firenze dopo Milano, infatti, è la seconda città per capacità di attrazione degli investimenti: si parla di 4 miliardi di euro, contro i 10 del capoluogo lombardo", spiega Carlo Lancia. L'ultimo spunto lo offre Traina ed è squisitamente giuridico: "La sospensiva coglie la domanda" presentata da Italia Nostra, tuttavia "secondo me, e credo che la mia opinione non sia lontana dal vero, l'azione è a tutela solo del centro storico di Firenze. E' un parere personale, però credo che nella fascia sette-ottocentesca ancora si possa continuare a intervenire. Ma non è questa l'opinione del Comune, che considera la variante un unico blocco, con la sospensiva che l'investe per intero". E su cosa sia possibile fare oggi, dopo il doppio colpo inferto a Palazzo Vecchio da Cassazione e Consiglio di Stato, afferma: "Gli interventi di straordinaria manutenzione".

A Firenze "piove sul bagnato. Questa e' l'ennesima tegola per un comparto gia' duramente provato dall'ultimo decennio: basti pensare che dal 2009 al 2019 il settore costruzioni nella Citta' metropolitana ha perso il 13,2% delle proprie imprese", ha sottolineato Giuseppe Comanzo, portavoce del settore edilizia di Cna Firenze, intervenendo all'appuntamento organizzato dall'ordine degli architetti dopo l'ordinanza del Consiglio di Stato, che ha sospeso l'efficacia di alcune norme del regolamento urbanistico del Comune mettendo in stand by le ristrutturazioni nel centro storico cittadino.
"Con i cantieri aperti ma adesso bloccati, chiediamo al Tar di intervenire in fretta, così da dirimere la questione". Inoltre, aggiunge, "invitiamo la nuova giunta a prendersi l'impegno di rivedere, a strettissimo giro, il regolamento urbanistico per correggere gli elementi che hanno portato al pronunciamento dei giudici". In questa fase, infine, Cna sta valutando la possibilità di ricorrere contro la sentenza.


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