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Mostre — rubrica a cura di Antonio Patruno

Le immagini di chi ha perso la vita sul lavoro

Esposizione a Firenze a cura dell'associazione nazionale “Ruggero Toffolutti”

L’associazione nazionale “Ruggero Toffolutti” invita a visitare la mostra fotografica “Non numeri ma persone – Parole e immagini di chi ha perso la vita sul lavoro”.

La presentazione avverrà oggi pomeriggio martedì 25 agosto alle 16 nello spazio espositivo C.A.Ciampi , Palazzo del Pegaso (via de’ Pucci, 16 – Firenze) dove l’allestimento , patrocinato dalla Regione Toscana, sarà visibile dal lunedì al venerdì fino al 4 settembre prossimo in orario 10-12 e 17-19.
L’ingresso sarà contingentato in base alla normativa volta al contenimento della diffusione Covid.
L’associazione Toffolutti prende il nome da un giovane operaio morto per un infortunio alla Magona di Piombino - oggi Liberty Steel, - nel 1998 e da allora è attiva ininterrottamente.
“Fin dalla nascita - spiega Valeria Parrini Toffolutti, presidente onorario e coautrice della mostra insieme a Yuri Leoncini che l’ha ideata - ci siamo proposti di affrontare l’emergenza ampiamente sottovalutata dell’insicurezza dei luoghi di lavoro evitando con cura di essere individuati come quelli che si piangono addosso. Lasciare fuori la retorica. Suscitare empatia e non pietà per raggiungere l’obiettivo statutario: “la sensibilizzazione con ogni strumento non violento”. E’ così che continuiamo ad agire”.
“Modo di operare e finalità - prosegue - si coniugano anche in “Non numeri ma persone”. Dare un volto alle statistiche – spesso edulcorate – dei morti sul lavoro e per lavoro, descrivere speranze e passioni di persone come potrebbero essere molte di noi. La mostra è fatta di questo. Qualcuno – aggiunge Valeria Parrini Toffolutti - l’ha definita “un pugno nello stomaco”. E’ ciò che voleva essere. E’ ciò che è”
Nata nel 2009 con il patrocinio della Regione Toscana, della Provincia di Livorno, dei Comuni di Piombino e della Val di Cornia, il sostegno di Unicoop Tirreno e la collaborazione di Premio Leoncini, ha avuto da allora oltre 70 allestimenti tra Campania, Emilia, Lazio, Sardegna, Piemonte, Umbria, Basilicata. E Toscana, naturalmente. Nel tempo si sono aggiunte altre immagini. Attualmente sono una quarantina. “Un microscopico spaccato di una realtà impossibile da esprimere nella sua completezza e nella sua drammaticità. Ma che non per questo ci induce a rinunciare a lottare giorno dopo giorno. Con rabbia e con amore, come diciamo noi”, conclude la presidente Elena Pasquini Rossi.

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ANTONIO CAGGIANESE (Potenza1990 – AGECO, Tito 2018)

Passo dopo passo verso un futuro che brilla già nei miei occhi

Dopo l’Alberghiero ho lavorato un po’ nel settore. Tante ore, poco stipendio. Poi finalmente mi è capitata l’opportunità di lavorare all’Ageco, un’azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti urbani. Turni precisi, buste paga adeguate. Mi piace.
Ho iniziato poco più di un mese fa. Di corsi non me ne hanno fatti fare. Penseranno che sarà sufficiente accumulare un po’ di esperienza. E io me la farò. Bello avere più tempo libero. La domenica di festa. Così posso seguire il Potenza anche in trasferta. E appena potrò voglio comprarmi l’auto. Prepararmi un futuro.
Però poi un macchinario che vaglia rifiuti non mi ha dato scampo. Ora sono nel cuore della mia famiglia. Di tanti amici. Non si danno per vinti. Vogliono giustizia.
Vedete quel murales all’ingresso di Potenza? Sono io. E sono io anche nell’altro di Macchia Romana. Mi hanno voluto ricordare anche così. E con lo striscione allo stadio. Il mio nome lì, sugli spalti. “W i Rossoblu” ho gridato. Sono sicuro che mi hanno sentito.


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