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Mostre — rubrica a cura di Antonio Patruno

Street art: Philippe Hérard debutta in Italia

L'artista francese a Firenze venerdì 18 e sabato 19 settembre

Philippe Hérard ha realizzato 56 opere durante i 56 giorni di lockdown francese. 1 opera al giorno. L’universo poetico e figurativo dell’artista è sempre pregno di una lenta e solitaria malinconia, di un’estetica della sospensione, dell’isolamento. 

Venerdì 18 settembre lo street-artist francese Philippe Hérard presenta il suo lavoro e firma il catalogo a Firenze. Sabato 19 settembre, sempre nella città Toscana, Hérard inaugura la prima personale italiana: in mostra 35 opere realizzate durante il lockdown. A cura di Yan Blusseau.

GLI APPUNTAMENTI:

Il 18 settembre alle ore 17.00 Philippe Hérard presenterà on-line la sua esposizione in una diretta facebook sulla pagina facebook.com/institutfrancais.firenze
Il 18 settembre alle ore 18.00
Philippe Hérard firmerà «fisicamente» le copie del suo libro/catalogo presso la Librairie française de Florence. Le copie abdranno prenotate preventivamente scrivedo a b.east.gallery.florence@gmail.com
Il 19 settembre alle ore 18.30
Philippe Hérard inaugura la sua personale presso la @B.east Gallery (n via di Mezzo 42), dove 35 delle 56 opere saranno esposte (La mostra è visitabile fino al 19 dicembre 2020).
Durante questa occasione, la B.east Gallery ha invitato diversi altri artisti quali @whoisnemos, @levalet.art a «riaprire» alcune delle finestre e porte murate di #Firenze

"Isolement" è, come indica il titolo, una riflessione, una meditazione sulla solitudine. La descrizione di una condizione subita, forse da sempre anche un po’ voluta… occasione di scoperte e nevrosi contemporaneamente. Più il soggetto è isolato, più il mondo penetra, in modo subdolo o dirompente: compare, nel chiuso dell’isolamento domestico, una mucca in corridoio – un uomo galleggia nel suo mare di pensieri, seduto su una sedia impugnando un remo – un altro, visto di spalle alla finestra, in stile balneare, lascia intuire lo sguardo malinconico rivolto all’esterno. Ugualmente enorme è l’attenzione agli oggetti: la scatola, l’inscatolarsi, il chiuso della casa-scatola, la mente-scatola. E poi salvagenti e altri oggetti, di tutti i giorni, costretti però sempre all’universo domestico. In questa dimensione tesa e a volte paranoica o surreale, tutta giocata su sé stesso, Hérard recepisce gli eventi della vita con tratto quasi illustrativo, la tecnica è mista, alcuni giorni virano al blu, altri al verde, al giallo o al nero… tratti decisi e qualcosa di solamente abbozzato, rendono i lavori dinamici nella loro staticità, le prospettive personali non seguono schemi precisi, palette di colori pochi-ma-decisi, rendono le opere efficaci e di impatto.

L’Artista si introduce al lockdown gonfio di paura, con un’opera cupa, il ritratto di un uomo che si copre il volto, sbirciando con un occhio solo, tra le dita semiaperte: il lavoro finisce con una dolce maternità, una madonna degli scatoloni. Le opere di Philippe Hérard diventano un’esperienza originale per la comprensione del periodo storico appena trascorso: un’arte che funziona, senza dover per forza provocare e che, per conquistarsi spazi di creatività, non chiede la grancassa di eventi gonfiatissimi in tutti i sensi, costi compresi.

Video presentazione della mostra: https://www.youtube.com/watch?v=4CWNY48fwz4&feature=emb_logo

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