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Turismo: calo tendenziale sia nelle presenze che nei fatturati

Marchetti (Forza Italia) preoccupato per la crisi in Versilia. Confcommercio Siena interviene su quanto emerge dagli associati: “Dalle segnalazioni che vengono evidenziate e dagli approfondimenti che abbiamo fatto si parla in alcuni casi di segni meno che si attestano attorno al 7.5%, qualche struttura segnala anche cali attorno al 10% e in alcuni casi si va anche su numeri a due cifre che vanno oltre la soglia del 10%”

La Toscana rimane una meta top secondo le classifiche degli operatori on line e luogo del cuore di molti vip italiani e stranieri. Ma arrivano i primi indicatori rispetto all’andamento turistico del territorio in questa estate 2019 e qualcuno parla già di crisi del turismo toscano.

A portare il caso in Regione è il Consigliere regionale Azzurro Maurizio Marchetti che ha depositato una interrogazione per chiedere informazioni sulle presenze turistiche in Versilia a fronte delle allarmanti notizie apparse sulla stampa in questi giorni agostani. “Avevo già illustrato i miei dubbi in tempi non sospetti (dicembre 2018!) sui ritardi nell’avvio dell’Ambito di promozione turistica della Versilia per il reperimento di risorse necessarie alla promozione del nostro territorio – spiega perentorio Marchetti- ed ecco che le conseguenze di quei ritardi si sono presentate puntuali all’appuntamento di Ferragosto”. “È allarmante aprire i giornali e leggere che le parole Versilia e Toscana sono fuori dai motori di ricerca”; “oggi- aggiunge Marchetti che è anche membro della Commissione consiliare regionale Costa - “la ricerca di mete e destinazioni ed offerte last minute, avviene sempre più attraverso smartphone e tablet piuttosto che rivolgersi presso agenzie di viaggio. Penso ai turisti più giovani che prediligono questo strumento di ricerca. Inoltre da diversi anni ormai, tutta l’offerta turistica delle strutture ricettive si è spostata sul web e sui social come promozione privata. Non solo – aggiunge – la Regione Toscana trasferisce circa 9 milioni di euro all’agenzia regionale di promozione turistica, di cui 7,6 milioni nel 2018 sono stati spesi dall’ Agenzia stessa in promozione del territorio toscano”. Si domanda allora Marchetti da cosa nascono le preoccupazioni che arrivano direttamente dagli operatori turistici della Versilia. Cosa non ha funzionato in questo complesso meccanismo architettato dalla Regione attraverso cabine di regia sul turismo, convenzioni tra Comuni Regione ed agenzia di promozione turistica, Osservatorio regionale e ambiti turistici? Come vengono spesi i finanziamenti che la Regione eroga per il marketing e le attività di promozione turistica? Quante risorse sono state destinate alla Versilia? “Ho presentato una interrogazione proprio per capire quanto di concreto sia stato fatto dalla Regione attraverso l’Agenzia regionale e l’Ambito turistico della Versilia per la stagione 2019 che ormai si è praticamente conclusa con queste drammatiche attese di calo di presenze agostane” incalza Marchetti. Domande puntuali quelle rivolte alla giunta per conoscere:

  1. dati sulle presenze turistiche, italiane e straniere, per la stagione estiva 2019 per l’ambito turistico della Versilia suddiviso per comune;
  2. attività di promozione e marketing che la Regione tramite l’agenzia regionale di promozione turistica insieme all’Ambito turistico della Versilia hanno concordato per la stagione estiva 2018;
  3. risorse trasferite nel 2018 e nel 2019 dalla Regione e dall’Agenzia regionale di promozione turistica ai vari Ambiti territoriali turistici toscani, in particolare le risorse per l’Ambito Versilia e i progetti per i quali sono stati spesi;
  4. se risulti anche alla Giunta il calo di presenze del ceto medio italiano, soprattutto toscano così come denunciato dalle principali associazioni degli albergatori e dai quotidiani.

“Ciò che emerge dai nostri associati è un calo tendenziale sia nelle presenze che nei fatturati. Nel caso di stessi livelli di occupazione le tariffe medie sono inferiori allo scorso anno. Tutto questo ci parla di un trend in diminuzione rispetto al fatturato complessivo”. Così Confcommercio Siena interviene su quanto emerge dagli associati. “E’ un trend che viene messo in luce sia dagli esercizi - bar e ristoranti - sia dal settore alberghiero. Dalle segnalazioni che vengono evidenziate dai nostri associati e dagli approfondimenti che abbiamo fatto si parla in alcuni casi di segni meno che si attestato attorno al 7.5%, qualche struttura segnala anche cali attorno al 10% e in alcuni casi si va anche su numeri a due cifre che vanno oltre la soglia del 10%”. Alcune indicazioni arrivano anche dalla Regione. “Secondo le comunicazioni pervenute al sistema informatico della Regione Toscana, a giugno 2019 il tasso di occupazione delle strutture di ricettive è del 61% a Siena, 52% a Rapolano, 42% a Sovicille, 48% ad Asciano, 27% a Murlo, per citare alcune realtà diverse dei territori delle Terre di Siena”. “Sappiamo benissimo – fa notare Confcommercio – che le statistiche si fanno sul numero complessivo delle strutture presenti e che per i dati definitivi dovremo aspettare la conclusione dell’anno, che speriamo vivamente possa avere un andamento positivo”. “E’ compito comunque di tutto il territorio, istituzioni e operatori e associazioni – conclude l’associazione – riflettere su questi segnali e individuare le strategie utili perché si possa arrivare ad una vera destagionalizzazione, perché si possa allungare la permanenza turistica facendo una proposta sempre più qualificata di eventi e di percorsi turistici, perché si possa sempre più avere come target un viaggiatore informato e interessato, che rimane qui più giorni. Altrettanto importanti, la programmazione corretta degli eventi – elemento qualificante per chi vuole lavorare sul turismo – e l’anticipo della fase promozionale. Insomma, va costruito un ragionamento complessivo. Ed è impegno degli operatori continuare a qualificare l’offerta e le strutture dell’accoglienza e proseguire su una formazione costante. E’ una sfida da assumere, per tutti. Noi ci siamo”.


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