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Zingaretti: "Governo di svolta o elezioni"

"3 punti mai discussi", renziani sconcertati. "No veti su Di Maio", il punto fermo dei 5 Stelle. In caso di voto, picco della Lega, che lo richiede al presidente Mattarella

Il Pd ritiene "utile" provare a costituire un "governo di svolta". Così Nicola Zingaretti dopo le Consultazioni al Quirinale con il capo dello Stato. "Abbiamo espresso al presidente della Repubblica la volontà di formare una diversa maggioranza con l'avvio di una fase politica nuova, per dare vita a un governo nel segno della discontinuità politica e programmatica". Sconcerto, per dirla con un eufemismo. Le tre condizioni 'non negoziabili' - e pesantissime nella trattativa con i 5 Stelle - che Nicola Zingaretti avrebbe posto durante il colloquio al Colle, secondo quanto riportato da alcuni organi di stampa, hanno provocato una certa tensione tra i renziani.

"Un accordo con i Cinque stelle, senza passare dal voto delle elezioni politiche, sarebbe un errore. L'interesse nazionale non puo' essere un alibi per evitare di dare la parola al popolo. Nella circostanza in cui ci troviamo questo avrebbe l'effetto di moltiplicare la frattura tra popolo ed istituzioni dando alla destra estrema il carburante delle piazze, della demagogia e della propaganda antipolitica". Lo scrive il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, in un intervento nel sito 'StrisciaRossa', in cui rilancia "il consiglio di Gad Lerner consegnato alle colonne di Repubblica. Mettersi a dieta rispetto ai posti, ai ministeri e alle nomine. Partecipare a un governo col massimo senso di responsabilita', stando fuori dall'esecutivo, con un appoggio esterno". Solo cosi', spiega, "saremmo in grado di evitare l'aumento dell'Iva e affrontare la congiuntura economica sfavorevole, ma avendo tempo di spiegare con trasparenza ai cittadini e agli elettori ogni passaggio e non lasciando le piazze e le masse alla destra estrema e illiberale di Salvini". Il governatore, poi, si rivolge anche i 5 Stelle, da cui "bisogna pretendere discontinuita' netta nelle persone e nei programmi", ma anche "autocritica profonda dell'azione di governo condotta con la Lega, ma non come enunciazione, ma come impegno solenne per cancellare in Parlamento le leggi illiberali come i decreti sicurezza e la legittima difesa. Leggi che invece Conte, nel suo discorso di ieri al Senato ha difeso con orgoglio. Per questo occorre un nuovo gruppo dirigente". "Toninelli si e' subito messo al lavoro per dare una mano al dialogo tra M5s e Pd. Proprio oggi la Gronda di Genova e' stata infatti bocciata dal ministro. E la Tav da cui e' nata la crisi che fine fara'? La verita' e' che il Movimento 5 stelle ha preso i voti da tutti i comitati dei no. Quando si accorge di perdere qualche voto, allora blocca tutto. Bastera' rimuovere Toninelli? Il M5s cambiera'? Io non credo". Lo scrive su Facebook il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi. "Cosa abbia a che fare tutto questo bloccare opere pubbliche con la tutela dell'ambiente non e' dato capire, poiche' molte infrastrutture ridurrebbero l'impatto ambientale. Bloccare tutto ha invece molto a che fare con la decrescita felice che invece, oltre a non risanare la ferita inferta alla natura, finirebbe per rendere infelici milioni di disoccupati", aggiunge.

Niente veti all'ingresso di Luigi Di Maio nell'eventuale prossimo governo. Questo uno dei punti fermi per il Movimento 5 Stelle, alle consultazioni al Quirinale con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Alle 17 la delegazione stellata, composta dal leader Di Maio e dai capigruppo Francesco D'Uva e Stefano Patuanelli è salita al Colle.

Nell'eventualità di elezioni anticipate la Lega di Matteo Salvini si attesterebbe al 38% dei consensi. Lo ha rilevato l''Istituto Noto' in un sondaggio diffuso da Agorà su Raitre. Una soglia mai raggiunta in precedenza per il Carroccio, secondo la rilevazione svolta nei giorni immediatamente precedenti le dimissioni del premier Giuseppe Conte.


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